Strada dei Sapori del Poro


Denominazione Strada:

Strada dei Sapori del Poro

Ente Promotore:
Associazione Strada dei Sapori del Poro

Enti Partecipanti:
Comuni di Spilinga, Zaccanopoli, Zungri, Rombiolo, Filandari, San Calogero, Limbadi, Zambrone, Parghelia, Tropea, Drapia, Ricadi, Joppolo, Nicotera.

Descrizione:
La Strada attraversa l’altopiano centrale del monte Poro, caratterizzato da lunghe distese pianeggianti e da terreni riccamente coltivati, e la fascia collinare del versante costiero, che si estende da Briatico fino a Nicotera. Il promontorio si affaccia su uno dei mari più belli d’Italia, dalle mille sfumature del blu cobalto, con sabbie bianchissime e scogliere suggestive; il paesaggio si anima di luci, colori, profumi e sapori davvero unici.

Nicotera, arroccata su un costone, domina il golfo di Gioia; Tropea è divenuta una meta del turismo internazionale, ma è anche luogo di antiche leggende e dalla storia millenaria. L’ampia pianura circostante è disseminata di uliveti, agrumeti, vigneti che producono uva zibibbo, coltivazioni della famosa cipolla rossa, siepi di fichi d’india, viali alberati che conducono a strapiombi mozzafiato, dalle pareti levigate, ai piedi delle quali le sabbie fini delle piccole baie si raggiungono solo dal mare. Un tempo era meta di Fenici, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni. E’ il capo Vaticano, dalla costa frastagliata e dalla ricca fauna mediterranea. L’origine del nome resta un mistero: deriva dal flusso di Scilla, detto “cane”, che batte sulla roccia in quel punto, o da antichi scontri di guerra, o ancora da vaticinium, l’oracolo della profetessa Manto, che dalla grotta dello scoglio Mantineo, comunicava la volontà degli dei?


Il Pecorino di Monte Poro
L'arte di trasformare il latte ovicaprino in ottimo formaggio fresco e/o da grattugia era conosciuta sin da tempi antichissimi, molto probabilmente risalente al periodo antecedente la presenza dei popoli greci sul territorio calabrese. Un preciso riferimento al formaggio del poro si trova già in alcuni testi del 500 ad opera di Gabriele Barrio che più volte cita il formaggio "cascio" dell'area nel suo "De antiquitate et situ calabrie". In tempi più recenti numerose sono state le citazioni in vari volumi di storia rurale e gastronomia suscitando attenzione ed interesse. Dai dati riportati appare evidente come la pastorizia occupi un posto particolarmente importante nelle tradizioni e nell'economia della popolazione del Poro; attività quasi sempre connessa alla produzione agricola ed all'allevamento bovino, ma che trova spazio nei terreni marginali, ovvero in quei fondi che per condizioni orografiche e morfologiche vengono considerati scomodi per altre attività agricole o extragricole. Ancora oggi la pastorizia nell'area segue leggi e pratiche del tutto particolari, basti pensare che il 90%, dei pastori operanti sul territorio non sono provvisti di pascolo proprio, ma si servono quasi sempre di fondi abbandonati, demaniali o presi in affitto per la sola annata agraria, in alcuni casi poi gli gli stessi pastori svolgono attività di pascolo abusivo in erbai o prati di privati.


L'insaccato 'nduja di Spilinga
Contrariamente a quanto si asseriva nei primi studi sulla nduja di Spilinga, in cui si faceva derivare il nome del prodotto a colonizzazioni greche o arabe, il termine nduja deriva dal francese "andouille" ovvero salsiccia, anche se le sue caratteristiche non accomunano il prodotto al nome derivato, differente per costituzione e metodologia di produzione. Tra i prodotti agro- alimentari dell'altopiano del poro, la 'Nduja di Spilinga occupa oggi un posto d'eccellenza contraddistinta da innumerevoli aspetti peculiari e qualitativi tra cui il sapore dolce e piccante, la forma tipica, la delicatezza e la predisposizione ad essere spalmata su vari cibi. Prodotta per secoli come insaccato per l'utilizzazione della materia di scarto del maiale (grasso, sottopancia, parte della spalla, testa ecc.), la nduja è divenuta oggi un prodotto d'elite nella ristorazione tipica, tanto da vantare numerosi tentativi di imitazione sia in Calabria che in altre regioni d'Italia, o da essere inserita tra i migliori prodotti tipici d'Italia. Come recita la stessa denominazione il Comune d'elezione della nduja, (dove pare sia iniziata la produzione dell'insaccato), è Spilinga; paese in cui molti sono i produttori sia in forma familiare che artigianale, gelosi custodi di ricette tradizionali e tramandate da generazioni.


La Cipolla Rossa di Tropea
Fra i prodotti calabresi che per la loro notorietà hanno valicato i confini regionali ritroviamo sicuramente la cipolla nella varietà "Rossa di Tropea" un prodotto che appartiene all'agricoltura regionale ed in particolare dell'area a ridosso del massiccio del Poro. Nell'area del Poro coinvolti nella coltivazione di questa bulbosa sono essenzialmente i territori dei comuni della costa.
In tutto l'arco dell'areale del Poro sono presenti circa 38 aziende che operano nel campo della cipolla rossa di tropea con una superficie investita pari a circa 350 ha. I comuni interessati alla coltivazione sono: Nicotera, Joppolo, Spilinga, Ricadi, Tropea, Drapia, Parghelia, Zambrone, Briatico.


Gli altri prodotti
Accanto ai prodotti sopra riportati, individuati come prodotti tradizionali, o comunque come prodotti ormai noti al mercato ed ai consumatori, l'area interessata alla strada dei sapori del Poro, valorizza una grande quantità di prodotti agroalimentari, particolarmente importanti e a rischio di estinzione, tra questi:
o Il Vino bianco di "feudo di villa anticaglia", ottenuto da un ecotipo di zibibbo apirene e prodotto in quantità limitate;
o L'olio extra vergne dei colli di tropea, ottenuto dalla molitura di olive verdi di varietà "ottobratica e Cicereo"
o Il Peperoncino rosso di Spilinga , particolare varietà di peperoncino coltivato nell'area di Spilinga ed utilizzato per la produzione della nduja.
o Il vino rosso di Comerconi, vino rosso pregiato ma ancora mai imbottigliato per la vendita al dettaglio.
o Il Filejo, pasta fresca fatta in casa rigorosamente a mano ed ormai servita come piatto d'elite nei ristoranti tipici e negli agriturismi.


Associazione Strada dei Sapori del Poro
Sede Operativa
Viale Affaccio IV Trav. n.5
89900 Vibo Valentia (CZ)
Tel. 0963/592739 - Fax. 0963/592739

Prodotti tutelati:
Pecorino del Monte Poro (Prodotto tradizionale), 'Nduia di Spilinga (Prodotto tradizionale), Cipolla rossa di Tropea, Olio Extravergine dei Colli di Tropea, Peperoncino rosso di Spilinga, Filejo.

Comuni coinvolti:
VV - Drapia
VV - Filandari
VV - Joppolo
VV - Limbadi
VV - Nicotera
VV - Parghelia
VV - Ricadi
VV - Rombiolo
VV - San Calogero
VV - Spilinga
VV - Tropea
VV - Zaccanopoli
VV - Zambrone
VV - Zungri

Regione:
Calabria

Calabria - Le altre strade:
Strada del Vino e dei Sapori Lamezia
Strada del Vino e dei Sapori della Sibaritide
Strada del Vino e dei Sapori della Locride
Strada del Vino e dei Sapori del Pollino-Castrovillari
Strada del Vino e dei Sapori del Brutium
Strada del Vino e dei Prodotti Tipici del Mediterraneo
Strada del Vino dei Saperi e dei Sapori
Strada del Bosco e del Vino
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